MUSICOTERAPIA IN ODONOTOIATRIA VISSUTA ATTRAVERSO I 5 SENSI.

CAPITOLO 3: MUSICOTERAPIA

 
a) Cenni storici. 
I Greci utilizzarono la musica e svilupparono sensibilmente la sua applicazione nella prevenzione e la cura di malattie fisiche e mentali. Aristotele parlava dell'autentico valore medico della musica nelle emozioni incontrollate e le attribuiva un effetto benefico a livello della catarsi. Platone vantava la musica e la danza per i timori e le angosce fobiche. Celio Aureliano racconta che gli antichi curavano parti dolorose del corpo con l'influsso del suono, soprattutto se si cantava su quelle parti in modo che il brivido risultante dalla percussione dell'aria recasse loro sollievo. Nel 18 secolo si iniziò a parlare degli effetti della musicoterapia sulle fibre dell'organismo. Grazie ad in effetto meccanico le vibrazioni musicali regolari ristabiliscono l'equilibrio delle fibre. La musicoterapia che bisogna usare per curare i malinconici deve iniziare dai toni bassi ed elevarsi poi fino ai toni alti ; grazie a questa progressione armonica, le fibre tese si stendono poco a poco. La musica serve a distrarre l'anima del paziente dalle sue tristi preoccupazioni interessandosi ad altra cosa. Tissot faceva una differenza tra musica stimolante e calmante la quale fa dimenticare l'indisposizione anche se non si è in grado di sopprimere la causa del male. 

b) Ma cosa è la musicoterapia?
La Musicoterapia è una disciplina paramedica che utilizza il suono, la musica e il movimento per provocare effetti “regressivi” e aprire canali di comunicazione con l'obbiettivo di attivare il processo di socializzazione. E' una tecnica psicoterapica per migliorare la qualità della vita, riabilitare e 34 recuperare, dove è possibile. Si occupa dello studio e della ricerca del complesso suono-essere umano in cui tale complesso consta di elementi capaci di produrre stimoli sonori (natura,corpo umano, strumenti musica, ecc.); stimoli come il silenzio, suoni interni del corpo, musicali, ritmici, movimenti, rumori ecc.; vie di propagazione delle vibrazioni, organi ricettori di tali stimoli (l'udito, tatto, vista), ricezione del sistema nervoso, la reazione psicobiologica e l'elaborazione della risposta (che può essere comportamentale, motoria, sensoriale, organica attraverso il grido, il canto, la danza, la musica). La musicoterapia ha come scopo l'inserimento del paziente nella società e la prevenzione di malattie fisiche e mentali. Nella Musicoterapia si può tramutare qualsiasi forma di energia interiore in pace e tranquillità. La mente può essere calmata e protetta dalle aggressioni esterne attraverso la meditazione quotidiana : per purificare la mente fu donato al mondo un suono primordiale, l'AUM. Quando si canta la “A” la coscienza è all'ombelico, la mente si calma. Il canto della “U” nel chakra porta lucidità e gioia. La “M” dona beatitudine alla mente. Durante il canto dell' AUM (OM) il suono si sposta da un chakra all'altro riattivando le energie bloccate in quella determinata posizione, allora l'energia passa dal subconscio al conscio. Con la consapevolezza e la musica si possono abbassare le punte di alta pressione. 

c) L'ascolto musicale terapeutico.
Utilizzare l'ascolto musicale per guarire significa nutrire il corpo con il suono e servirsi del suono per scoprire le dimensioni nascoste nel profondo e per accelerare il processo di evoluzione della coscienza. Gli effetti terapeutici del suono e della musica sono in grado di modificare l'attività del sistema nervoso vegetativo. La musica può essere un'efficace aggiunta terapeutica in varie condizioni, specie quelle caratterizzate dal 35 dolore cronico in quanto capace di modulare complesse attività nervose che si esprimono in quantificabili alterazioni neurovegetative. Distinguiamo una fase dell'udire i suoni come fenomeno periferico legato all'orecchio, una fase del “sentire” che si collocherebbe soprattutto nelle funzioni talassiche, e una fase dell'ascoltare la musica, con un coinvolgimento globale del nostro sistema nervoso e delle funzioni psichiche a questo connesse. Oltre all'emozione, la musica comporta sull'ascoltatore delle reazioni a carico della sfera vegetativa: si assiste a modificazioni della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca, della respirazione ecc., ma per lo più anche quando la musica è percepita inconsciamente. La musica va quindi considerata da un lato un linguaggio non verbale, dall'altro un mezzo di comunicazione dell'emotività. 

d) Psicologia del suono.
La musica rappresenta una difesa di fronte a situazioni paranoidi e melanconiche. Col suono si dissipa l'ansia paranoide creando l'illusione di un gruppo di sostegno (es:canti che ispirano coraggio, gli inni, dei canti di guerra). Il Talamo è il sito dove giungono le sensazioni e le emozioni dove rimarrebbero in modo non cosciente: per mezzo del ritmo musicale possiamo provocare una risposta automatica inconscia. Ma è solo a livello corticale dove possiamo apprezzare una armonia, mentre a livello subcorticale possiamo “capire” il ritmo e la melodia. La musica è strettamente connessa alle funzioni del linguaggio, infatti nel lobo temporale i centri del linguaggio e della musica sono molto ravvicinati. In base al tipo di musica ascoltata possiamo influenzare i processi corporei che possono: 
1. Accelerare o rallentare il metabolismo, la frequenza cardiaca e respiratoria. 36 
2. Abbassare o alzare la pressione arteriosa 
3. Innalzare la soglia degli stimoli sensoriali 
4. Alleviare sensazioni dolorifiche e stati di tensione 
5. Ridurre la fatica e lo stress fisico 
6. Ridurre o incrementare l'immaginazione. 
7. Accrescere o diminuisce l'energia muscolare 
8. Crescere la resistenza muscolare 
9. Aumentare l'attività volontaria e i riflessi nella scrittura, disegno ecc. 

e) Metodi della musicoterapia. 
Esistono diverse scuole basate su approcci diversi. All'inizio c'era solo una musicoterapia passiva ed una attiva che si basavano su due condizioni: ascolto e coinvolgimento. Poi sono stati inseriti altri aspetti come quello psicoanalitico, somatico e psicosomatico. Nell'approccio psicoanalitico si sviluppa l'aspetto della socialità della persona con metodi che vanno dal concetto psicologico, sociale, spirituale, emotivo e il concetto ISO che vuol dire uguale: caratterizza l'identità sonora di un individuo usando il suono come oggetto intermediario che diventa uno strumento di comunicazione. Un concetto dell'ISO è quello dell'argentino Benenzon, il quale parte dal presupposto che esista un ISO universale, cioè un insieme di suoni ben decodificabili da tutti gli uomini, indipendentemente dal loro livello culturale e sociale in cui il battito del cuore o il fenomeno della inspirazione ed espirazione possono costituire un ambiente sonoro sufficientemente regressivo, tale da aprire un canale di comunicazione tra il terapeuta e i soggetti. Oltre all'ISO universale si individua anche un ISO individuale dove troviamo un suono che caratterizza il “tempo mentale” di ogni singola persona. Altro approccio è quello somatico mirato a prendersi cura delle 37 manifestazioni esterne di un malessere che un individuo vive. Un altro approccio è quello psicosomatico rivolto ai disabili mentali finalizzato allo sviluppo e mantenimento delle capacità cognitive ed espressive, capacità di apprendimento e orientamento, nonché coordinamento motorio. 

f) Ambiti di applicazione. 
La musicoterapia è in stretta connessione con la psicologia, psicoanalisi, neurofisiologia, patologie cliniche. 
• La musica funzionale risulta utile negli ambienti di lavoro in quanto aumenta il metabolismo, aumenta o diminuisce l'energia muscolare, accelera o diminuisce la pressione, diminuisce l'impatto degli stimoli sensoriali, aumenta il rendimento di attività volontarie, ritarda e riduce la fatica, facilita o attiva l'attenzione, prolunga il rendimento psicomotorio. 
• I suoni possono essere utilizzati come tecnica d'approccio per i bambini psicotici, possono sostituire certe droghe allucinogene provocando intesi stati regressivi. 
• In pazienti affetti da autismo e schizofrenia la musica diminuisce i comportamenti stereotipati, riduce la lamentosità e migliora il comportamento. 
• Utilizzata nei bambini con handicap favorisce lo sviluppo psicofisico, emotivo, della memoria e delle capacità relazionale. 
• Buoni risultati si ottengono anche elle patologie come alzheimer, parkison, in malati terminali e pazienti oncologici. 

g) Stress e Benessere.  
La musica adatta aiuta ad eliminare progressivamente stati di nervosismo, 38 di ansia, angoscia, difficoltà di ordine psicosomatico come cefalee, stanchezze muscolari. La musica si indirizza direttamente al corpo, ai sensi, allo spirito. Certa musica classica è un elemento determinante per combattere lo stress. Lo stress può essere definito un'intensa reazione emozionale a degli stimoli esterni che mettono in moto delle risposte fisiologiche ed è amplificato da quelle forme d'ansia che ci prendono quando siamo assillati da un pensiero ripetitivo, circolare, chiuso, da cui non troviamo una via d'uscita, siamo incapaci di attuare un cambiamento. Nelle risposte fisiologiche il sistema neurovegetativo interviene attraverso la stimolazione nervosa della midollare del surrene che immediatamente mette in circolo una scarica di adrenalina e noradrenalina. Queste catecolamine determinano l'aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, del ritmo respiratorio, alterano cioè l'equilibrio dei ritmi di alcune funzioni vitali. Inizia così la discesa verso il disagio che giorno per giorno si aggrava perchè ci trova sempre più fragili e indifesi. Un certo livello di stress ci fa entrare in una curva di benessere e aumenta le nostre capacità di prestazione psicofisica. “La totale assenza di stress è morte”. Oltre un certo limite con l'aumentare dell'intensità degli stimoli e quindi del livello di stress, inizia lo stato di sofferenza. Il senso di benessere fisico e mentale che la musica produce è mediato anche dall'azione delle beta - endorfine, oppioide endogeno che agiscono sulla linea emozionale piacere/dolore, la cui produzione è probabilmente stimolata anche dalla musica. L'ascolto di una musica appropriata, accompagnata da una serie di esercizi di respirazione, ha il potere di rallentare alcuni ritmi vitali, con la conseguenza di migliorare la percezione del nostro corpo. Si sviluppa così un nuovo sentimento di sicurezza interiore, che facilita la comunicazione interpersonale. La musica classica svolge un ruolo di primo piano. Le sue armonie e melodie fanno parte di un grande disegno equilibrato ed unitario. Chi ascolta deve abbandonarsi alla musica, dimenticando sia la logica che i canoni estetici abituali, deve semplicemente essere attento al flusso di immagini e di sentimenti psicologicamente significativi. L'immaginazione è un formidabile strumento anti-stress. Essa rafforza la capacità di concentrazione, di memoria, facilita l'ingresso alla dimensione positiva dell'esistere, consente ai nostri 2 emisferi cerebrali di lavorare in sintonia, cercare di limitarsi a concentrarsi sulle sensazioni tattili e cinestetiche della musica. La musica è un canale privilegiato di comunicazione ed espressione.