Dolomia

TERRE LADINE 4.02
LE VOCI DEL SILENZIO 6.10
ALBA SULLE TOFANE 4.53
LA LEGGENDA DEI MONTI PALLIDI 4.14
CASA VECELLIO 5.15
LE REGINE 4.51
IL TRENINO DELLE DOLOMITI 5.52
NOTTE DI STELLE 3.05
GIANNINA E NATALINA 3.51
VERSO LA GLORIA 3.45
MARE DI TETIDE 3.42
I SENTIERI DELLA MEMORIA 3.53
IL PARLAMENTO DELLE MARMOTTE 3.37
INCONTRO AL RIFUGIO FIUME 3.40
SIGNORE DELLE CIME 5.05

Ha scavato nei ricordi d'infanzia e tirato fuori dai cassetto frammenti di melodie messi da parte durante tutta la sua carriera di musicista, Alberto Grollo, per comporre Dolomia, ultimo dei suoi sei dischi, fresco di sala d'incisione. In Dolomia (nella foto uno scorcio della copertina) c'è la maturità dell'artista, la forza di un argomento infinito qual è la montagna, ci sono i valori delle tradizioni e della cultura, c'è anche qualcosa di più intimo che non manca mai nei lavori del musicista coneglianese. Grollo dice che Dolomia «è l'esigenza di rendere omaggio a questo mondo di natura e suggestioni che è la montagna», quella dei ricordi e degli affetti a cominciare da «In contro al Rifugio Fiume», luogo in cui ha conosciuto la donna che ha poi sposato e dalla quale ha avuto due figli. È un disco di atmosfere che ricorda solo per l'impostazione armonica «Acustic Word» del 1998, ma che si presenta come un piccolo capolavoro di ingegneria melodica capace di mettere assieme le voci alpine del Corocastel con la spiendida voce di Enrica Bacchia, il virtuosismo delle chitarre di Grollo e del sax di James Thompso (Zucchero) per proporre echi e suggestioni che sembrano arrivare proprio dalle valli dolomitiche. Struggente la versione del «Signore delle Cime» di Bepi De Marzi, in cui Grollo mesco la sapientemente le atmosfere mistiche e quasi irreali dell'originale con le note acusti che di una chitarra, la sua, che introduce il coro alpino. Poi i valori, la cultura delle valli, lo sport e i ricordi personali emergono prepotenti. Basta   leggere le poche note che Sergio d'Mesio e Bepi De Marzi hanno scritto a margine di ogni brano per catapultarsi lì, tra quelle montagne, su quel trenino delle Dolomiti, o fare un salto all'indietro e respirare i momenti dì gloria delle Olimpiadi invernali del'56. Per questo suo ultimo lavoro, che è patrocinato dalla Regione e dal Cai, Alberto Grollo ha chiamato allo Studio Level di Conegliano il bassista di Pino Daniele, Rino Zurzolo, la sezione ritmica di Massimo Bubola, Moreno Marchesin e Pino Trevisan, oltre a James Thompson, Riccardo Zappa ed Enrica Bacchia. Mescolati al Corocastel del maestro Diego Tomasi, anche gli inseparabili Maurizio Contessotto & Gigi Marinei che Grollo chiamerebbe a cantare con lui anche se un giorno rimanessero senza voce.
(Antonio Menegon - La Tribuna di Treviso)

E' uscito quest'anno il sesto compact disc del chitarrista Alberto Grollo. L'artista,che alterna la sua attività di musicista alla professione di medico, ò originario di Conegliano e ha compiuto studiapprofonditi sulla musicoterapia e compone una serie di brani strumentali con caratteristiche tali da indurre uno stato di rilassamento. Il titolo Dolomia è indicativo per scoprire che questa produzione èdedicata a Cortina e al Cadore in generale, l'artista vuole rendere omaggio a una terra di affascinanti panorami, antiche leggende, eterni artisti e grandi tradizioni dove emergono i ricordi e le atmosfere della montagna. Grollo è riuscito a unire, grazie alla collaborazione del M° Diego Tomasi e a Poldo Miorin, le voci alpine del Coro Castel a quella di Enrica Bacchia, al sax di James Thompson, al basso di Rino Zurzolo, alla chitarra di Riccardo Zappa, con la sezione ritmica di   assimo Bubola formata da Moreno Marchesin e Pino Trevisan. Il cd di relaxing music contiene quattordici brani composti da Grollo, il quindicesimo, "Signore delle Cime" , che chiude l'album, è cantato dal Coro Castel. Significativi alcuni titoli: "Alba sulle Tofane", "La leggenda dei monti pallidi", "Il trenino delle Dolomiti", "Verso la gloria" (dedicato alle Olimpiadi del 1956), "Sentieri della memoria" (sulla Grande Guerra). "Il parlamento delle marmotte".
(Il Notiziario di Cortina)

Quando la musica diventa poesia poco importa che si tratti di new age, relaxing music o tutto questo insieme... Alberto Grollo già protagonista negli anni '90 di splendidi mosaici strumentali come Planetarium, Fragments Of Light, Legacies, Acoustic World e il recente After The Storm condiviso con il tastierista Capitanata, torna a colorare il suo mondo sonoro con una squisita dedica alle Dolomiti. Le sue Terre Ladine convivono con le antiche tradizioni della montagna conservando lo stesso fascino e quel desiderio d'intimità che i francesi nutrono per la Bretagna e gli irlandesi per i celti. Un fascino bissato anche ne Le regine dove le leggende del medioevo oscuro narrano che persino i Visigoti rientrando nelle terre teutoniche restarono abbagliati e attoniti dallo splendore lucente della cima Marmolada lasciando intatto il territorio di Dolomia e il regno della sua regina Cortina. Citazioni specifiche come Verso la gloria col ricordo delle Olimpiadi del 1956 celebrate sul trampolino di Zoel s'alternano a delicate fotografie private nell'incontro al rifugio fiume, alla tradizionale Leggenda dei Monti Pallidi e ai sogni ecologici del Signore delle cime, Alba sulle Tofane e Le voci del silenzio. Grollo s'alterna alla chitarra e alle tastiere insieme a Riccardo Zappa, Rino Zurzolo, Capitanata e la voce di Enrica Bacchia.
(Sergio d'Alesio - Suono)