Fin
dalla nascita ogni essere vive, cresce, si evolve in un ambiente costituito
da suoni e da rumori dal quale gli è impossibile separarsi; in tale contesto
la musica si inserisce nella vita dell’uomo come mezzo di comunicazione
non verbale.
La neuropsicologia riconosce nel ritmo musicale la capacità di stimolare
il sistema limbico dove avviene l’integrazione emotivo-istintivo-comportamentale
con il suono.
Il sistema limbico ha strette connessioni con l’ipotalamo, attraverso
il quale regola i ritmi biologici
fondamentali, come temperatura, attività corticosurrenalica, escrezione
renale di Na e K, ciclo sonno veglia, e quelle funzioni ritmiche basilari
e necessarie che sono l’attività cardiaca e respiratoria (Carrozzini)
Studi a tale proposito iniziarono già nell’800 ma è verso la fine dello
scorso secolo che veniva pubblicato da Lieckental il primo trattato di
musicoterapia moderna.
Da allora numerosi studi evidenziarono gli effetti fisiologici e psicologici
che la musica produce
sopratutto a livello nervoso; già Tarckanoff nel 1894 notò che la musica
provoca sensibili cambiamenti sull’attività muscolare ed essendo questa
legata a quella respiratoria, egli ipotizzò che il suono musicale esercitasse
un’influenza sull’intensità dell’ossigenazione tessutale. Altri dati in
letteratura evidenziarono una correlazione tra stimolazione acustica ed
effetti psicologici, che si traducevano in modificazioni comportamentali
di tipo emotivo e cognitivo: ascoltando due brani genericamente definiti
uno come brillante e l’altro distensivo, si notava che il primo determinava
un aumento della frequenza del battito cardiaco, mentre l’altro esplicava
un’azione sedativa sull’apparato cardiocircolatorio (Harrer).
Per quanto riguarda l’apparato respiratorio, si poté osservare che la
musica ha un effetto stimolante se vivace, di diminuzione della frequenza
respiratoria se distensiva;furono inoltre eseguiti esperimenti il cui
esito dimostrò le possibilità di indurre il sonno facendo ascoltare al
soggetto una melodia musicale distensiva il cui ritmo corrispondeva a
quello del respiro umano. Questa metodica veniva impiegata nell’insonnia
e poteva favorire l’effetto dell’anestesia riducendo in tal modo al minimo
le dosi di anestetico necessarie nei piccoli interventi come quelli odontoiatrici
(Luban-Ploza).
Interessante è anche il lavoro di Zimny e Windenfeller, i quali evidenziarono
che ascoltando brani musicali considerati eccitanti si verificava una
riduzione della resistenza elettrica cutanea, invece ascoltando un brano
lento si aveva aumento della stessa e quindi una diminuzione del riflesso
psicogalvanico.
Ancora Pisani ed al. sperimentarono che la musica lente riduceva la durata
dell’impulso elettrico, mentre quella allegra ripristinava i valori normali.
L’impiego e l’utilizzo della musicoterapia è stato ampio e differenziato:
anche attualmente si sono riscontrati orientamenti eterogenei.
Secondo Carrozzini questi si possono riassumere in tre diversi e fondamentali
livelli: ricreativo, educativo, clinico.
La musica proposta a livello ricreativo ha come unico obiettivo il divertimento.
Non è quindi richiesta la partecipazione di nessun esperto particolare,
inoltre poiché è una musica d’ascolto, non richiede ai partecipanti alcuno
sforzo.
In genere il semplice abbandonarsi ad essa consente in chi l’ascolta di
vivere il momento in modo più piacevole e distensivo.
I secondo livello è quello clinico, il quale a sua volta è suddividibile
in musicoterapia attiva e musicoterapia d’ascolto o ricettiva.
La musicoterapia attiva viene normalmente proposta a persone che presentano
disturbi della sfera psichico-somatica poiché produce effetti sia a livello
fisico che mentale.
Tra i disturbi in questione vi sono l’autismo, le insufficienze mentali,
le psicosi, le personalità paranoidi, le gravi depressioni.
La musicoterapia attiva viene proposta da insegnanti di musica, adeguatamente
preparati anche da un punto di vista psicologico, i quali insegnano l’uso
di vari strumenti che possono venire anche modificati ed adattati alle
esigenze fisiche dei singoli.
La musica aiuta i pazienti ad assumere un atteggiamento più equilibrato
nei confronti delle malattie e delle somatizzazioni, stimolandone le facoltà
mentali.
La musicoterapia d’ascolto, che più da vicino interessa il campo odontoiatrico,
si indirizza al settore d’applicazione delle nevrosi e di tutte quelle
affezioni psicogene i cui sintomi sono l’espressione simbolica di un conflitto
psichico che ha le sue radici nella storia infantile del soggetto (specie
durante la fase orale) e costituisce un compromesso tra il desiderio e
la difesa (Laplance e Pontialis).
La musicoterapia d’ascolto può avere molti risvolti positivi che si possono
sintetizzare in due punti fondamentali: rinforzo dell’Io e autorealizzazione
(Carrozzini).
Riportiamo qui una descrizione degli effetti musicali sulla psiche, tratta
dalla “guida nei misteri della Suono- Musicoterapia” Massara, L’Ariete
ed.
Si ritiene che il linguaggio musicale, proprio perché va oltre la parola
e colpisce i sentimenti e le emozioni, sia molto utile poiché favorisce
una normalizzazione di una situazione ansiogena e difficile senza richiedere
l’intervento della volontà come invece accade nella psicoterapia.
Quanto fin qui esposto fa capire come sia impegnativo proporre una musica
piacevole all’ascolto, ma sopratutto utile per raggiungere una riarmonizzazione
della personalità, sopratutto in correlazione a situazioni avvertite come
ansiogene.
Sappiamo per esempio che la musica è stata impiegata come coadiuvante
di trattamenti anestetici (Clutton e Broch) e per facilitare il parto
indolore (Burt e Korn).
| ROCK- RHYTM’ N BLUES |
Eccitante, deconcentra, riduce l’angoscia |
| JAZZ |
Stimolante, eccitante (specialmente le gambe).
Aumenta l’ottimismo e (a volte) l’aggressività. |
| MUSICA DA BALLO (VALZER, SAMBA, FLAMENCO, LAMBADA, ECC),
MARCE |
Stimolante, eccitante, a volte erotizzante.
Aumenta la vivacità del tono degli arti inferiori |
| MUSICA POP “URLATA” |
Disinibente, liberatoria, stimola la libertà dei movimenti
e la comunicazione gestuale e spontanea |
| I CONCERTI ASCOLTATI IN DIRETTA, DAL “VIVO” |
Aumentano la partecipazione emotiva. |
| “LA NOTTE” DI VIVALDI E TUTTE LE CONPOSIZIONE DI BACH |
Distensiva, Compatte l’insonnia e riduce sensibilmente le
tensioni emotive. |
| “WACHET AUF, RUNFT UNS DIE STIMME“ N. 140 BWV 140, DI J. S. BACH |
Effetto stabilizzante sulla postura e facilita la deambulazione
nei pazienti affetti da morbo di Parkinson. Facilita la calma
ed il rilassamento. |
| CANTI DI UCCELLI |
Migliora la concentrazione e l’attenzione.
Aumenta la serenità. |
| “LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO” DI CIAKOVSHIJ |
Stimolante. Aumenta l’intraprendenza ed il desiderio di camminare,
danzare o correre. |
| “BOLERO” DI RAVEL |
Eccitante. Può provocare isterismo, depressione, stati confusionali. |
| “NONA SINFONIA” DI MAHLER |
Insicurezza, angoscia.
A volte lacerante tenerezza o estasi. |
| “MARCIA FUNEBRE” DI CHOPIN |
Senz’altro deprimente.
Oppure aumenta il malumore/pessimismo |
| “CANTO DI PRIMAVERA” DI MENDLESSOHN |
Allenta le tensioni nervose e l’ansia repressa.
Facilita l’estroversatilità e l’ottimismo. |
| “MEDICAL SOUND” (SUONI NATURALI MESCOLATI A MUSICALITA’ PRIMITIVE
ED INTEGRATI DA VARIAZIONI ELETTRONICHE) |
Rasserenante. In certi casi facilita il relax e produce il
desiderio di movimenti del corpo.
Può ridurre la rigidità e il dolore di molte reumopatie.
Facilita il sonno. |
MATERIALI E METODI
Il nostro studio si è avvalso delle teorie e delle esperienze sopra menzionate.
Abbiamo in pratica utilizzato la musica come supporto psicologico in grado
di indurre rilassamento in ambito odontoiatrico.
Rifacendoci alle precedenti esperienze di musicoterapia, abbiamo condotto
un lavoro di ricerca sulle musiche consigliate da vari Autori, ascoltando
classici (Bach, Vivaldi, Chopin) e moderni (Wollenweider, Enya, Brian
Eno).
In collaborazione con un gruppo musicale sperimentale denominato “Gruppo
ricerca sonora” sono stati realizzati brani musicali specificatamente
mirati a determinare nel paziente una situazione di rilassamento e di
condizionamento atto a recepire stimoli ed interventi esterni quali quello
odontoiatrico.
Le caratteristiche di tali musiche sono :
- Ritmi dolci, solo strumentali;
- Percussioni ridotte al minimo per ritmiche semplici;
- Largo uso di strumenti tipicamente ritenuti “rilassanti”: arpa, flauti,
chitarre acustiche,
pianoforte, tappeti sonori, percussioni etniche;
- Rumori in natura: pioggia, fiumi, uccelli, mare, vento.
Abbiamo poi elaborato su computer Atari 1040 + Korg Wavestation + Roland
U 110 (elaboratori di suono-expander) pilotati da tastiera Roland Piano
3000 S alcune musiche che poi sono state ulteriormente selezionate tramite
test su un campione di 50 persone.
Le musiche scelte sono state quindi suonate con strumenti acustici (chitarre
Ovation, Fender, Gibson, sax Selmer, flauti Honer, piano Kawai ½ coda)
abbinati a strumenti elettronici (Korg Wavestation + Roland U 110 e U
220). Abbiamo realizzato quindi una musica atta a creare uno stato di
rilassamento.
TAB. 2 – QUESTIONARIO PROPOSTO AL PAZIENTE
A) prima della seduta odontoiatrica
| ORA
DEL RILIEVO ................. |
| HA
SENTITO LA MUSICA IN SALA D’ATTESA? |
|
ÿ
SI |
ÿ
NO |
| LE
E’ PIACIUTA? |
ÿ
MOLTO |
ÿ
ABBASTANZA |
ÿ
POCO |
| L’HA
INFASTIDITA/O? |
|
ÿ
SI |
ÿ
NO |
| PENSA
POSSA SERVIRE A TRANQUILIZZARLA PRIMA DI UNA SEDUTA DAL DENTISTA? |
|
ÿ
SI |
ÿ
NO |
| LEI
SI E’ SENTITO PIU’ RILLASSATO/A? |
|
ÿ
SI |
ÿ
NO |
| ASCOLTA
SPESSO MUSICA? |
|
ÿ
SI |
ÿ
NO |
| SE
SI QUALE TIPO PREFERISCE? |
LEGGERA |
ÿ
ROCK
ÿ
JAZZ |
ÿ
CLASSICA
ÿ
ALTRO |
| ETA'.............. |
SESSO........... |
LAVORO.................................................. |
B) dopo la seduta odontoiatrica
| LE
SEMBRA CHE LA MUSICA IN SALA D’ASPETTO ABBIA CONTRIBUITO A FARLE
SOPPORTARE MEGLIO L’INTERVENTO DAL DENTISTA? |
ÿ SI |
ÿ
SI |
ÿ
NON
SO |
| GRADIREBBE
RIASCOLTARLA LA PROSSIMA VOLTA? |
ÿ
SI |
ÿ
SI |
|
Una musica con queste caratteristiche è già molto conosciuta ed apprezzata
negli Stati Uniti ed è comunemente chiamata “d’ambiente” o “new age”.
Per il test su paziente sono stati quindi scelti un reparto Ospedaliero
(Odontostomatologia dell’OC Montebelluna) ed uno studio dentistico privato.
I pazienti sono stati sottoposti all’ascolto della musica in sale d’attesa
appositamente studiate, per una durata di 20 minuti +- 10 minuti ed in
cuffia alla poltrona (5 minuti prima e durante l’intervento).
Complessivamente 300 pazienti hanno risposto al questionario qui riportato
( tab. 2), nel quale sono state richieste le impressioni ricavate da tale
ascolto insieme alle personale preferenze personali (tab. 7).
Come si può desumere dalle tabelle, il dato sicuramente più soddisfacente
è che l’ascolto della musica in ambito odontoiatrico risulta avere un
effetto rilassante almeno nell’85% dei pazienti (tab.3).
Sono state comunque riscontrate differenze a seconda del luogo del rilevamento:
risultati particolarmente apprezzabili si sono avuti nell’ambito dello
studio privato in qui il 93% dei pazienti hanno gradito l’ascolto in modo
ottimale o perlomeno sufficiente (tab. 3).
TAB. 3 – impressioni dei pazienti dopo l’ascolto
| CAMPIONE: n. pazienti |
100 |
200 |
200 |
| MUSICA D’ASCOLTO
> in |
OSPEDALE (%)
Sala d’attesa |
STUDIO (%)
Sala d’attesa |
CUFFIA (%)
In studio |
|
Gradevole
: |
molto |
27.0 |
41.0 |
46.0 |
| abbastanza |
48.0 |
42.0 |
24.0 |
| poco |
20.0 |
15.0 |
15.0 |
| fastidio |
5.0 |
2.0 |
15.0 |
| Rilassante: |
si |
85.0 |
93.0 |
92. |
| no |
15.0 |
7.0 |
8.0 |
| Contributo dopo
intervento al relax: |
si |
76.0 |
|
|
| no |
12.0 |
|
|
| non so |
12.0 |
|
|
| Ripetibile: |
si |
90.0 |
|
|
| no |
10.0 |
|
|
TAB. 4 – impressioni diversificate a seconda: a) del sesso, b)
tipo di ascolto tramite cuffia e
diffusione in ambiente.
| CAMPIONI: 100 |
Molto
favorevole % |
Abbastanza favorevole
% |
Poco favorevole
% |
Fastidiosa
% |
| OSPEDALE |
maschi |
20.0 |
55.0 |
22.5 |
2.5 |
femmine |
36.6 |
48.3 |
10.0 |
0.2 |
| CAMPIONI: 200 |
Molto favorevole % |
Abbastanza favorevole
% |
Poco favorevole
% |
Fastidiosa
% |
| STUDIO |
maschi |
39.3 |
53.1 |
12.7 |
1.0 |
femmine |
45.0 |
34.0 |
18.0 |
3.0 |
| CUFFIA |
maschi |
41.0 |
28.0 |
13.0 |
18.0 |
femmine |
50.0 |
20.0 |
17.0 |
12.0 |
TAB. 7 – gusti musicali espressi dai pazienti in ospedale ed in
studio, a seconda delle diverse
età.
| CAMPIONI: 100 |
Leggera % |
Rock % |
Jazz % |
Classica % |
| OSPEDALE <14 |
75.0 |
25.0 |
0.0 |
0.0 |
<18 |
40.0 |
40.0 |
0.0 |
20.0 |
<25 |
50.0 |
27.0 |
9.0 |
4.5 |
<35 |
47.6 |
9.5 |
23.8 |
4.7 |
<50 |
62.8 |
2.8 |
2.8 |
31.4 |
>50 |
52.6 |
0.0 |
5.2 |
42.1 |
| CAMPIONI: 200 |
Leggera % |
Rock % |
Jazz % |
Classica % |
| STUDIO <14 |
80.0 |
10.0 |
0.0 |
10.0 |
<18 |
51.6 |
32.2 |
0.0 |
16.1 |
<25 |
39.1 |
43.4 |
6.5 |
10.6 |
<35 |
38.4 |
46.1 |
20.5 |
20.5 |
<50 |
45.4 |
9.0 |
12.1 |
33.3 |
>50 |
50.0 |
3.1 |
6.2 |
40.6 |
TAB. 5 – risultati in base alle fasce di età. La musica è risultata
gradita:
| CAMPIONI: 100 |
Molto % |
Abbastanza % |
Poco % |
Fastidiosa % |
| OSPEDALE <14 |
25.0 |
50.0 |
25.0 |
0.0 |
<18 |
12.5 |
50.0 |
37.0 |
0.0 |
<25 |
30.0 |
55.0 |
10.0 |
5.0 |
<35 |
52.0 |
31.5 |
10.5 |
5.2 |
<50 |
23.3 |
56.6 |
16.6 |
3.3 |
>50 |
26.3 |
57.8 |
10.5 |
5.2 |
| CAMPIONI: 200 |
Molto % |
Abbastanza % |
Poco % |
Fastidiosa % |
| STUDIO <14 |
20.0 |
30.0 |
40.0 |
10.0 |
<18 |
32.2 |
35.4 |
29.0 |
3.2 |
<25 |
44.4 |
40.0 |
11.0 |
2.2 |
<35 |
26.8 |
44.8 |
6.0 |
2.0 |
<50 |
39.2 |
42.4 |
18.0 |
0.0 |
>50 |
40.6 |
50.0 |
9.2 |
0.0 |
| CAMPIONI: 200 |
Molto % |
Abbastanza % |
Poco % |
Fastidiosa % |
| CUFFIA <14 |
40.0 |
20.0 |
10.0 |
30.0 |
<18 |
45.0 |
25.8 |
12.9 |
16.0 |
<25 |
51.1 |
26.6 |
11.1 |
11.1 |
<35 |
51.0 |
20.4 |
18.3 |
10.2 |
<50 |
42.4 |
30.2 |
15.0 |
12.0 |
>50 |
37.5 |
18.7 |
18.7 |
25.0 |
TAB. 6 – impressione dei pazienti secondo la fascia oraria di ascolto
rispettivamente in ospedale, in studio, in cuffia. La musica è
piaciuta:
| CAMPIONI: 100 |
Molto % |
Abbastanza % |
Poco % |
Non accettata % |
| OSPEDALE |
|
a.m. 8 / 9.30 |
33.3 |
54.5 |
9.0 |
3.0 |
a.m. 9.30 / 11 |
32.5 |
48.8 |
18.6 |
0.0 |
a.m. 11 / 13 |
20.8 |
50.0 |
16.6 |
12.5 |
| CAMPIONI: 200 |
Molto % |
Abbastanza % |
Poco % |
Non accettata% |
| STUDIO |
|
a.m. 9 / 12.30 |
42.8 |
45.7 |
11.4 |
0.0 |
p.m. 14 / 17.30 |
46.6 |
43.3 |
6.6 |
3.3 |
p.m. 17.30 / 20 |
34.2 |
37.1 |
25.7 |
2.8 |
| CAMPIONI: 200 |
Molto % |
Abbastanza % |
Poco % |
Non accettata % |
| CUFFIA |
|
a.m. 9 / 12.30 |
50.0 |
25.0 |
11.5 |
13.7 |
p.m. 14 / 17.30 |
51.6 |
16.6 |
16.6 |
15.0 |
p.m. 17.30 / 20 |
35.0 |
30.0 |
18.3 |
16.6 |
Abbiamo verificato inoltre che la musica, nella media, è risultata più
gradevole se diffusa in sala d’attesa piuttosto che in cuffia, e questo
probabilmente sia in relazione all’ingombro della cuffia stessa, sia per
il fatto che il paziente perde la sensazione “rassicurante”, di controllare
il lavoro sanitario (tab. 3).
Sono state rilevate differenze di apprezzamento anche a seconda del sesso,
e precisamente le pazienti di sesso femminile hanno gradito l’ascolto
di più rispetto ai pazienti maschi (tab. 4).
Nella tabella 5 sono evidenziati i risultati in base alle differenti fasce
d’età.
In particolare i pazienti tra i 25 ed i 35 anni hanno risposto ottimamente,
buoni risultati si sono riscontati anche nella fascia d’età compresa tra
i 18 ed i 25 anni.
Nei pazienti pedodontici al di sotto dei 14 anni sono risultati molto
più efficaci e graditi giochi, video con cartoni animati, ed altri metodi
similari.
In questi pazienti al musica d’ambiente è risultata indifferente nel 50%
dei casi.
Risposte diverse si sono avute anche in base all’ora in cui la musica
è stata proposta.
In ambiente ospedaliero, sicuramente più gradevole è risultato l’ascolto
durante le prime ore del mattino, mentre in studio privato, durante la
mattinata e nelle prime ore de pomeriggio (tab. 6).
¨ CONCLUSIONI
Il dato più rilevante desunto dal nostro studio è che la musica può sicuramente
entrare in un programma terapeutico di rilassamento muscolare e di controllo
dello stress, e per questo motivo può affiancarsi alle terapie tradizionali
di alcune patologie come ad esempio malattie cardiovascolari (vedi ipertensione
arteriosa) ed affezioni psicogene.
Questo condizionamento anti-stress associato ad una riduzione delle tensioni
emotive, in base alla nostra esperienza, ha dimostrato la sua efficacia,
ed è stato ben accettato anche dai pazienti odontoiatrici, ottenendo un
effetto sinergico con l’induzione farmacologica per l’anestesia locale.
¨ BIBLIOGRAFIA ¨
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TARCHANOFF J., 1894 Influence de la musique sur l’homme et
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